Blog IDBS | 5 aprile 2016

Gestire le persone attraverso i cambiamenti aziendali

Lo scenario è purtroppo fin troppo familiare: il management ha deciso un progetto di trasformazione dell'azienda che alla fine non ha avuto successo.

È vero che le aziende devono adattarsi per stare al passo con le nuove tecnologie e idee, ma, secondo Forbes, il 70% di questi progetti si risolve in un fallimento. Perché sono così difficili da implementare? La risposta è semplice. Una componente importante del processo di cambiamento non riceve ancora l'attenzione necessaria: le persone coinvolte.

Sappiamo tutti che non possiamo partire per una spedizione di questo tipo senza una strategia ben definita, una valutazione dello status quo e dello stato di arrivo, e abbastanza denaro per garantire che non si risolva in un pasticcio. Eppure, chi comunica i cambiamenti aziendali è ancora troppo spesso mal equipaggiato per trasmettere i messaggi e le loro conseguenze a tutti i soggetti coinvolti.

Per migliorare la messaggistica, il personale può essere raggruppato in tipologie. Il visionario coglie immediatamente l'idea e riesce a pensare oltre lo status quo. Ma la forza lavoro è piena di opportunisti, esitanti, critici aperti e persino guerriglieri. Questi gruppi non caratterizzano una persona in sé, ma solo il suo atteggiamento nei confronti di un processo o di un cambiamento specifico. Se si riesce a comprendere la posizione attuale di una persona e le sue motivazioni, è possibile affrontare e gestire le sue preoccupazioni: l'obiettivo è garantire che tutti siano allineati e che nessuno rimanga indietro.

La chiave per un allineamento di successo è la scelta del linguaggio più adatto per ogni tipo. I visionari comprendono la logica e le possibilità del futuro. Gli oppositori aperti sono simili, anche se hanno bisogno di più logica e di opportunità meno sognanti. Per conquistare gli opportunisti, bisogna mostrare loro "cosa c'è per loro" dopo il cambiamento, mentre gli esitanti hanno bisogno di conversazioni di sostegno e rassicurazione.

Il gruppo più difficile e stimolante è sicuramente quello dei guerriglieri, perché è probabile che questi individui minaccino discretamente i cambiamenti aziendali. Sfortunatamente, questo è spesso il gruppo che perderà di più (ad esempio, il potere) e potrebbe aver bisogno di una notevole quantità di tempo e di sforzi per essere convinto: un buon approccio, tuttavia, è quello di affrontare direttamente le loro preoccupazioni.  

Quando si tentano cambiamenti trasformativi, la comunicazione è fondamentale. Deve essere continua e onesta. Ma, soprattutto, bisogna conoscere il proprio pubblico.

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